Problemi sessuali e urologici: ne soffre un italiano su due

Salute sessuale del maschio italiano, bene ma non benissimo. I dati emersi dalla campagna di prevenzione #Controllati, promossa dalla Società Italiana di Urologia con il contributo non condizionante di Menarini, sono poco confortanti. E fotografano uno scenario abbastanza preoccupante: stando alle informazioni raccolte da 81 centri urologici italiani, relative a quasi 10mila pazienti, i problemi sessuali e dell’apparato urogenitale sono più diffusi di quel che si pensasse. In particolare, il 53% dei pazienti ha sofferto o soffre di iperplasia prostatica benigna, prostatite o tumore della prostata; il 15,5% di disfunzione erettile; il 7,5% di eiaculazione precoce; un altro 7,5% di calo della libido e patologie testicolari.

Si tratta di problemi e disfunzioni che, nel complesso, colpiscono più della metà della popolazione maschile nella fascia di età compresa tra 25 e 75 anni, e hanno un forte impatto psicologico e sulla vita relazionale. Cosa ancora più grave, gli urologi hanno denunciato una sorta di “revival” del passato: “I risultati della campagna #Controllati”, ha spiegato Vincenzo Mirone, segretario generale della Società Italiana di Urologia, “hanno rivelato una situazione sessuale ‘critica’ fra i maschi italiani di età compresa tra 18 e 75 anni, che sembrano tornati agli anni cinquanta, quando il rapporto padre-figlio non prevedeva si affrontassero questi temi e con il medico non si parlava quasi”. Ragioni che hanno spinto gli esperti a sottolineare, ancora una volta, l’importanza della prevenzione e di una tempestiva presa di coscienza di eventuali disturbi. È fondamentale, ammonisce laSIU, che gli uomini mettano da parte imbarazzi e reticenze e si rechino dallo specialista o dall’urologo di riferimento già prima della comparsa del problema, sottoponendosi se possibile a monitoraggi periodici.

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