Internet a luci rosse

ecco le tre categorie di utenti

Il 10% della rete è composto da materiale per adulti. Un fenomeno di tale portata non può certo sfuggire alle attenzioni degli esperti, interessati a capire dinamiche e caratteristiche di questa nuova dimensione della sfera sessuale. Una recente ricerca pubblicata sul Journal of Sexual Medicine ha analizzato ad esempio la personalità degli utenti dei siti di pornografia, identificando tre tipologie precise, basandosi sulle motivazioni che spingono al consumo di materiale per adulti. La ricerca ha coinvolto 830 persone di età compresa tra i 18 e i 78 anni, svelando che il 75,5 percento dei partecipanti utilizzava la pornografia su internet unicamente a scopo ricreativo: si tratta cioè di persone sessualmente attive, soddisfatte della propria vita sessuale, che non superano i 24 minuti a settimana di fronte a video porno e materiale a luci rosse. Un atteggiamento “assolutamente sano” a detta dei ricercatori. Un secondo gruppo di persone, circa il 12 percento dei partecipanti, rientrava invece nella definizione di stressati non compulsivi: utenti sessualmente frustrati che non trascorrono molto tempo sui siti a luci rosse, e che quando lo fanno si sentono in colpa, provano disgusto e vergogna. Il terzo gruppo, che comprende l’11,8 percento dei partecipanti allo studio, è quello di chi ha un rapporto compulsivo con la pornografia: trascorre in media più di 110 minuti a settimana di fronte a contenuti espliciti, ma senza colpevolizzarsi o risentirne a livello emotivo. Il prossimo passo, spiegano gli autori della ricerca, sarà quello di caratterizzare più a fondo i tre profili emersi dallo studio, con particolare attenzione agli ultimi due, e alle possibili ricadute psicologiche che potrebbero avere.

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