Gravidanza, parto e salute riproduttiva: c’è bisogno di più informazione

L'ovulazione, l'acido folico, le malattie sessualmente trasmissibili. Ma quante donne sono davvero preparate in fatto di salute riproduttiva? Purtroppo ancora troppe poche. A riferirlo è uno studio della Yale School of Medicine, pubblicato sulle pagine della rivista Fertility and Sterility, che ha evidenziato come la conoscenza delle donne in questo ambito sia ancora molto scarsa. Dai dati, infatti, è emerso che ben il 50% delle donne statunitensi in età fertile non ha mai discusso della propria salute riproduttiva con un operatore sanitario e circa il 30% ha fatto riferimento al medico meno di una volta all'anno. Per capirlo, i ricercatori si sono basati su interviste online anonime svolte nel marzo 2013 su mille donne di età compresa tra 18 e 40 anni. Il sondaggio includeva domande per valutare le conoscenze e le pratiche relative al concepimento, alla gravidanza e ai concetti di base sulla salute riproduttiva.

“Questo studio, da un lato, mette in luce le lacune nelle conoscenze delle donne sulla loro salute riproduttiva e, dall'altro, evidenzia le preoccupazioni delle donne che spesso non sono discusse con gli operatori sanitari”, spiega l'autrice del paper, Jessica Illuzzi. Dal sondaggio, infatti, sono emersi dati piuttosto allarmanti: per esempio, la metà delle donne intervistate non era a conoscenza di informazioni abbastanza basilari, come il fatto che l'acido folico viene raccomandato alle donne in età riproduttiva per prevenire la diagnosi di difetti congeniti. Ma non solo: oltre il 25% delle donne non era a conoscenza dei danni sulla fertilità causati dalle malattie a trasmissione sessuale, obesità, fumo e ciclo mestruale irregolare.

Mentre un quinto di loro non sapeva che l'invecchiamento influenza negativamente il successo riproduttivo, portando per esempio a un aumento dei tassi di aborto spontaneo, anomalie cromosomiche e un aumento del tempo necessario per arrivare a un concepimento. Lo studio, inoltre, ha evidenziato come più di un terzo delle donne pensava che assumere posizioni specifiche durante un rapporto le avrebbe portate a più chance di concepire. Infine, solamente il 10% delle donne ha dichiarato di essere consapevole che per avere più probabilità di rimanere incinta il rapporto sessuale doveva avvenire prima dell'ovulazione, e non dopo. “Abbiamo scoperto che il 40% delle donne nel sondaggio ritiene che le ovaie continuino a produrre nuovi ovuli durante l'età fertile”, conclude la co-autrice della ricerca, Lubna Pal. “Questa conoscenza errata è di particolare preoccupazione, soprattutto in una società in cui le donne ritardano sempre più la gravidanza”.

HFTHQ 20-14