Disfunzione erettile, calano i pazienti che chiedono aiuto ai centri di salute sessuale
Disfunzione erettile

Disfunzione erettile, calano i pazienti che chiedono aiuto ai centri di salute sessuale

I maschi italiani del 2020? Si lamentano meno di impotenza ed eiaculazione precoce ma più di basso desiderio sessuale e curvatura del pene, la cosiddetta malattia di Peyronie. Sono questi, sostanzialmente, i risultati principali di uno studio appena condotto dall’équipe di Paolo Capogrosso, dell’Ospedale San Raffaele di Milano, recentemente presentati al congresso dell’Associazione Europea di Urologia.

Gli scienziati, in particolare, hanno sottoposto 3244 uomini che erano stati visitati alla Clinica per la salute sessuale del San Raffaele negli ultimi 10 anni, classificando i motivi principali della visita per capire se ci fossero stati dei cambiamenti dopo il successo dei trattamenti per la disfunzione erettile e la sempre crescente disponibilità di nuove terapie. In questo modo, hanno scoperto che effettivamente il numero di pazienti in visita per la disfunzione erettile è aumentato dal 2009 al 2013 e poi ha iniziato a diminuire; di contro, nel 2009 erano relativamente pochi i pazienti che lamentavano un basso desiderio sessuale o la malattia di Peyronie, ma il numero è aumentato costantemente fino alla fine dello studio: nel 2019 gli uomini avevano in media circa il 30% di probabilità in più di riportare la malattia di Peyronie rispetto al 2009, e circa il 32% di probabilità in più di riportare un basso desiderio sessuale.

L’età media della prima frequenza alla clinica è scesa da una media di 61 a 53 anni. “La disfunzione erettile”, ha commentato Capogrosso, “resta ancora la ragione principale per cui si chiede una visita andrologica, ma il numero sembra in calo. Gli uomini che invece soffrono di malattia di Peyronie sono in crescita costante. E i nostri pazienti stanno anche diventando più giovani, il che potrebbe riflettere un cambiamento generazionale nell’atteggiamento nei confronti dei problemi sessuali. Dobbiamo essere chiari sul significato di queste cifre, però: non indicano alcun cambiamento nella prevalenza di queste condizioni.

Quello che mostrano è solo il motivo per cui gli uomini sono venuti in clinica. In altre parole, mostra di cosa si preoccupano gli uomini: i cambiamenti probabilmente riflettono anche la disponibilità di trattamenti, dal momento che negli ultimi anni sono diventati disponibili terapie per le condizioni sessuali e gli uomini hanno meno probabilità di soffrire in silenzio”.

HFTHQ 20-27
Referenze bibliografiche

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